Menopausa, sintomi, cura, dieta e alimentazione

L’assenza di mestruazioni, o amenorrea, coincide con l’entrata della donna nella nuova fase infeconda della sua esistenza. L’evento è di per sé normale ma può comportare disturbi, da lievi a importanti, connessi ai mutamenti nell’organismo.

Inoltre, i sintomi della menopausa, come le vampate, variano da persona a persona, e possono durare poco tempo o imperversare per anni.

Nei Paesi Occidentali, l’età della menopausa “spontanea” è tra i 46 e i 52 anni, senza notevoli variazioni rispetto al passato. L’ingresso nella menopausa può essere ereditario, per cui le donne di una famiglia lo riscontrano alla stessa età.

Tuttavia, la cessazione delle mestruazioni può anticipare, comparendo tra i 40-45 anni di età. Questa menopausa “prematura” può essere facilitata da vari fattori che possono influire sul tempo biologico. Ad esempio, il fumo, attivo o passivo, abbassa di 1-2 anni l’età del termine del ciclo, in proporzione a quantità e durata dello stesso.

Inoltre, l’alimentazione scorretta, ipercalorica e poco variata, e l’eccesso di alcol costituiscono un pericolo per la menopausa prima del tempo.

Questo evento fisiologico può anche essere “precoce”, quando arriva al di sotto dei 40 anni, persino in età molto giovane. Simile in tutto a quella fisiologica, questa tipologia può essere idiopatica o derivare da anomalie genetiche, come quelle cromosomiche.

Un’altra causa sono le malattie autoimmuni, come tiroidite e morbo di Addison, in cui anticorpi alterati attaccano i tessuti, comprese le ovaie.

Al di sopra dei 53 anni, diventa “tardiva”, ma non presenta disagi diversi da quelli nella norma. Spesso le interessate non accusano i sintomi caratteristici del periodo in modo grave né sono soggette a osteoporosi. Però le donne in tale fascia di età hanno più probabilità di incorrere in alcune patologie.

Intanto, può presentarsi più tardi nelle obese, in chi è ipertesa, ha i trigliceridi alti o flussi mestruali abbondanti. Inoltre questo stato può favorire l’insorgenza di tumori, soprattutto dell’utero e della mammella che sono esposti agli estrogeni più a lungo.

Le persone entrate in menopausa oltre i 53 anni potrebbero soffrire più facilmente di malattie cardiovascolari e di diabete.

Infatti, per loro, sono più frequenti anche le patologie benigne della sfera ginecologica, tra cui:

  • polipi dell’endometrio

  • cisti ovariche.

Se durante la premenopausa alcuni malesseri sono assenti e moderati, con la menopausa possono diventare più marcati.

Nei tre quarti delle donne, si intensificano le vampate di calore improvvise che nella metà di esse durano poco più di 1 anno. Invece nell’altro 50% delle interessate, queste manifestazioni si protraggono per oltre 1 anno.

La riduzione e poi scomparsa degli estrogeni può determinare sintomi di impronta neurologica e psicologica: variazioni dell’umore, nervosismo, irritabilità, ansia, depressione, insonnia, perdita di concentrazione.

Inoltre, si possono percepire vertigini o strani formicolii, come sensazioni di punture di spilli. Alcune provano il cosiddetto cuore in gola, o palpitazioni, con battito cardiaco più vigoroso e veloce. Può essere notato un incremento del peso: ad attentare alla linea possono contribuire ritenzione idrica, cellulite e gonfiore addominale.