Più che l'estetica, conta la salute

L’equazione è molto semplice: chi mangia bene vive bene e più a lungo. Centinaia di studi dimostrano che chi consuma prevalentemente frutta e verdura vive più a lungo e meglio di chi predilige cibi di origine animale. Un’alimentazione ricca di grassi animali è associata a una maggiore probabilità di sviluppare malattie cardiache e tumori, soprattutto al seno all’intestino. Il tumore al colon-retto, in particolare, è legato principalmente a dieta e stile di vita. Sono considerati fattori di rischio il consumo di carni rosse e insaccati, farine e zuccheri raffinati, l’eccesso di alcol e il sovrappeso, oltre che la ridotta attività fisica e il fumo.

Per capire se siamo in forma, basta salire sulla bilancia e guardarsi allo specchio? Centinaia di studi scientifici ci informano che la prova dello specchio è tutt’altro che affidabile per determinare quanto si dovrebbe pesare per essere davvero in forma. Inoltre, veniamo influenzati da una serie di fattori psicologici, sociali e culturali, estremamente variabili da persona a persona e da Paese a Paese. Le variabili da considerare, quando si parla di “peso ideale”, sono legate anche alla conformazione fisica e allo stile di vita. Struttura ossea, muscolatura, quantità di massa magra, sono caratteristiche individuali, non generalizzabili, che non consentono quindi una definizione di “peso ideale” identica per tutti.

Pur sottolineando l’importanza della variabilità soggettiva, è possibile avere un’idea di massima per valutare il proprio peso calcolando il cosiddetto “indice di massa corporea” (IMC): si divide il peso espresso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza, espressa in metri. Gli individui con valori di IMC compresi tra 20 e 24,9 sono considerati normopeso, mentre chi ha valori superiori a 30 è decisamente obeso. Ma attenzione, l’IMC non è sempre fedele, perché, per l’appunto, è impersonale. Persone con un corpo completamente diverso possono avere un identico IMC.

Oltre all’IMC esistono altri metodi per ottenere valori più aderenti alla realtà soggettiva. Uno di questi metodi consiste nell’uso del vecchio ma sempre attualissimo metro da sarta.

Abbinando all’IMC la misura della circonferenza della vita, otterremo un dato che aiuta a valutare l’accumulo di grasso viscerale. Quando la circonferenza della vita, all’altezza dell’ombelico, supera 80 cm nelle donne e 94 negli uomini, si deve iniziare a considerare rischioso l’accumulo di peso.